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Da Twitter a "X" il rebranding di Elon Musk per generare profitto

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Elon Musk ha annunciato il rebranding di Twitter a “X” con lo scopo di rendere il social network dell’uccellino “una piattaforma in grado di fornire tutto”

Dopo l’acquisizione, in autunno, di Twitter da parte di Elon Musk. Domenica, il miliardario, ha fatto sapere di voler cambiare nome e logo della piattaforma social sostituendoli con una “X”.

Musk ha twittato ripetutamente chiedendo ai suoi follower di proporre i loro loghi e il migliore sarebbe stato selezionato per sostituire lo storico uccellino blu. Inoltre ha anche comunicato di aver creato un reindirizzamento del dominio x.com a twitter.

Lunedì mattina il logo è stato sostituito con una “X” e la CEO di Twitter, Linda Yaccarino, ha pubblicato un tweet con il logo e un commento che dice «X è qui! Facciamolo». Musk ha comunicato che probabilmente il logo verrà ancora modificato.

Linda Yaccarino ha annunciato una trasformazione “senza limiti” e prosegue

“Non vedo l’ora di lavorare con i nostri team e ognuno dei nostri partner per portare X nel mondo. È una cosa eccezionalmente rara, nella vita o negli affari, avere una seconda possibilità per fare un’altra grande impressione. Twitter ha fatto una grande impressione e ha cambiato il modo in cui comunichiamo. Ora, X andrà oltre”. Come? Con l’intelligenza artificiale. “X è lo stato futuro dell’interattività illimitata - incentrata su audio, video, messaggistica, pagamenti/attività bancarie - che crea un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Alimentata dall’intelligenza artificiale, X ci collegherà tutti in modi che stiamo appena iniziando a immaginare”.

Insomma twitter diventerà tutt’altro rispetto a quello che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. L’obbiettivo di Musk è sicuramente quello di rendere questa piattaforma capace di generare profitto peccato che twitter, rispetto ai suoi competitors, non è mai stato uno social realmente di massa: negli Stati Uniti, dove ha avuto un’influenza incomparabile rispetto a quella che ha avuto in Italia, nel 2022 lo usava circa il 23 per cento delle persone, contro il 69 per cento di Facebook e il 40 per cento di Instagram.

Il 25%, degli statunitensi, più attivo produceva il 97 per cento di tutti i tweet: i restanti tutti spettatori per niente inseriti nelle dinamiche della piattaforma.

Nell’ultimo anno twitter è stato soprannominato “the hellsite” (“il sito infernale”). Tale soprannome non deriva tanto dall’acquisto da parte di Elon Musk del social ma più per una moderazione dei contenuti lacunosa; la possibilità di far circolare fake news; una ostilità marcata nei confronti di donne e minoranze, insomma un social tutt’altro che ben gestito.

Se nel continente Americano twitter non ha avuto un grande impatto, in Italia ha modellato il giornalismo moderno. Io stesso per anni ho usato TweetDeck, per seguire le principali fonti di informazione tecnologica mondiale, la sua chiusura ha rappresentato un danno importante per gli organi di informazione.

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Ho aperto il mio profilo twitter nel 2012, spinto dalla mia curiosità di esplorare una nuova piattaforma. Da qual 2012 sono passati ben undici anni e twitter ha rappresentato per me un posto che ha contribuito a far crescere la mia passione verso la tecnologia, al punto tale da portarmi ad aprirmi il mio primo sito web , ma anche ad approfondire temi politici, sociali, religiosi e leggere/partecipare a discussioni interessanti. Questi sono alcuni aspetti del tutto personali ma twitter ha avuto un impatto importante sulle conversazioni pubbliche a livello internazionale – tra #MeToo , #BlackLivesMatter la “cancel culture” e l’ascesa di Donald Trump - nel bene e nel male sono pagine di storia contemporanea.

Immaginare che tutto questo possa avere un seguito, sotto la gestione di musk, che negli ultimi nove mesi ha preso tante decisioni con il solo unico obbiettivo di ricavare milioni da una piattaforma che non ha mai realmente generato un profitto economico, non è impossibile, ma è molto difficile. Per anni twitter è sembrato essere slegato dai ragionamenti del mercato, e ora di colpo è diventato peggio di tutti gli altri, e non c’è nessun altro spazio del web che avrà le sue cratteristiche ( forse potrebbe essere mastodon? ), per quanto Mark Zuckerberg voglia far credere a tutti il contrario.