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Un anno senza Facebook: la libertà apparente delle piattaforme Social

I social network hanno sempre rappresentato, nell’immaginario collettivo, un luogo dove poter esprimere a pieno la propria libertà di pensiero e parola al punto tale che tutti siamo diventati virologi, nel periodo della pandemia, o esperti di conflitti internazionali ma in realtà la libertà sulle piattaforme social è dettata, giustamente, dalle cosiddette linee guida o TOS (Terms of Service) che rappresentano un po le “leggi” da rispettare per poter ospitare il proprio profilo sulla piattaforma.

Il Sedici Ottobre 2022 mi è stato sospeso, e poi chiuso definitivamente, il mio account Facebook senza alcuna motivazione e senza la possibilità di replicare ma faccio un passo indietro per analizzare più nel dettaglio tutta la vicenda.

La sospensione

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Il giorno 16 ottobre 2022 alle ore 19:21 ricevo una email da Facebook con oggetto “Azione necessaria sul tuo account Facebook” il cui contenuto recitava:

Ciao Emanuele, Il tuo account Facebook è stato sospeso. Il motivo è che il tuo account, o le attività al suo interno, non rispettano i nostri Standard della community. Se pensi che abbiamo sospeso il tuo account per errore, hai 30 giorni per contestare la nostra decisione. Se mancherai questa scadenza, il tuo account sarà disabilitato in modo permanente.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio e che non venisse esplicitamente dichiarato il motivo della sospensione per cui come avrei potuto contestarla senza sapere la motivazione ?

Come tutte le piattaforme social anche Facebook fornisce le proprie linee guida sul corretto uso della piattaforma, per non incappare in sospensioni o ban permanenti per tanto, senza sapere il motivo, sono andato a leggere gli standard della community per verificare se veramente avessi fatto qualche azione non permessa anche se ormai l’uso che ne facevo era più che passivo mi limitavo a leggere qualche notizia e a farmi due risate leggendo i commenti degli utenti buongiornisti.

Le linee guida sembrano delineare una piattaforma sostanzialmente perfetta con autenticità, sicurezza, privacy e dignità come capisaldi di questo “contratto” tra utenti e piattaforma. La cosa mi ha fatto alquanto sorridere pensando a Fake News,hating, razzismo e tanto altro che ho letto nel corso dei tredici anni di permanenza su Facebook, insomma uno spazio social tutt’altro che bucolico.

La disattivazione dell’account

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Appurato di non aver commesso alcuna azione illecita ho contestato la sospensione inserendo, come richiesto, la mia carta di identità per verficare la mia identità. Alle 19.45 ricevo questa email:

Salve Emanuele, Ciao, grazie per la segnalazione. Esamineremo le informazioni che ci hai fornito e ti contatteremo quando ci saranno aggiornamenti in merito. Nel frattempo, consulta gli Standard della community per maggiori informazioni su cosa è consentito o meno su Facebook: https://www.facebook.com/communitystandards?ref=cr . Grazie per la comprensione. Grazie, Il team di Facebook

Esattamente tre minuti dopo mi arriva una ulteriore email:

Salve Emanuele, Abbiamo stabilito che non hai l’idoneità necessaria a usare Facebook. Per scoprire di più sulle normative di Facebook, ti preghiamo di rivedere la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook: https://www.facebook.com/legal/terms?ref=cr Sfortunatamente, per motivi di sicurezza e protezione, non possiamo fornire maggiori informazioni sul motivo per cui il tuo account è stato disabilitato. Questa decisione è definitiva e apprezziamo la tua comprensione. Grazie

Ovviamente non mi sono fermato a questo rifiuto del tutto automatico senza alcuna revisione manuale da parte di un operatore preposto. Tramite il centro assistenza Facebook ho richiesto la rivalutazione reinserendo il documenti di riconoscimento ma questa volte non ho potuto neanche inoltare la richiesta che mi è apparso il seguente messaggio:

Non possiamo rivalutare la decisione di disabilitare il tuo account Disponiamo di un numero inferiore di persone addette al controllo a causa della pandemia di coronavirus, pertanto al momento non possiamo rivalutare le decisione.

Una giustificazione ragionevole per una azienda che fattura circa 32 miliardi grazie ad utenti e inserzionisiti. Con questa comunicazione si chiude definitivamente la mia esperienza con Facebook. Ho provato ad inoltrare diverse email a diversi indirizzi ma senza ricevere nessuna risposta risposta.

Riprovando, oggi, ad eseguire la richiesta di valutazione mi viene comunque negata la possibilità ma la giustificazione per causa covid è stata rimossa.

Quella che si professa essere una piattaforma autentica, sicura e dignitosa non permette ai propri utenti di avere il diritto di replica non con un bot automatico ma con un essere umano in grado di valutare attentamente la questione e rendersi conto dell’errore.

La soluzione più semplice sarebbe ricreare un account con una differente email così avrei risolto il problema peccato che questo rappresenta una reale violazione degli standard della community

Gestire più di un account personale è vietato dagli Standard della community di Facebook

Insomma la classia situazione del cane che si morde la coda. Per cui ciao Facebook grazie per non avermi permesso di replicare.